Carmelo Bene sosteneva che l'arte, intesa come istituzione e prodotto culturale, fosse intrinsecamente "borghese, mentecatta, stupida, puttana e ruffiana".
Ecco i punti chiave del suo pensiero su questo tema:
Superamento dell'arte: Per Bene, l'arte deve superare se stessa per diventare incomunicabile. Se resta "comunicazione", ricade nel dominio del sociale e della borghesia.
Contro il "Capolavoro": Invitava a non produrre capolavori, ma a diventare dei capolavori, rifiutando la mercificazione del gesto artistico.
La Verità : Citando Nietzsche, affermava che "la verità è una puttana", aggiungendo di non essere in grado di dirla proprio perché lui non era "una puttana".
Rifiuto del sociale: La sua critica mirava a colpire l'arte che si mette al servizio del consenso o della politica, definendola una forma di prostituzione intellettuale.

